venerdì 23 giugno 2017

Trentino: al via gli incentivi per la mobilità elettrica

Adottato il Piano Provinciale per la mobilità elettrica con incentivi e contributi. Nel 2025 previsti 2500 punti di ricarica per le auto elettriche sul territorio


















Il Trentino mantiene le promesse fatte sull’e-mobility. La Giunta ha approvato, in via preliminare, il Piano Provinciale per la mobilità elettrica (PPME), ricco pacchetto di misure stilate per ridurre inquinanti ed emissioni  legati al settore dei trasporti. “Il Piano – spiega l’assessore alle infrastrutture e all’ambiente Mauro Gilmozzi – si muove, lungo un orizzonte temporale di 10 anni, nella direzione di un Trentino Zero Emission”. I primi passi concreti in questo senso la Provincia li aveva già compiuti con una serie di iniziative intraprese negli anni passati, come l’accordo firmato con il consorzio dei Comuni trentini dedicato alla conversione elettrica dei trasporti e alla rete di ricarica dei veicoli su aree pubbliche.

Il nuovo PPME rilancia con uno sguardo al futuro a medio termine, mettendo in campo anche incentivi e contributi. Tra le priorità del piano, lo sviluppo della rete infrastrutturale di ricarica su tutto il territorio “favorendo la facilità di accesso con sistemi di pagamento aperti e garantendo uniformità nella distribuzione su tutto il bacino provinciale”. Il numero di colonnine di ricarica dovrebbe passare dalle attuali 65 a quasi 400 per a fine del 2018 puntando a 2.500 unità per il 2025. Il piano prevede anche l’implementazione e potenziamento delle stazioni di bike sharing elettrico del numero delle cosiddette “wallbox”, ovvero ricariche elettriche domestiche, che avranno un costo dell’energia agevolato.


Sono previsti inoltre  contributi pubblici per l’acquisto di veicoli elettrici, ai quali si ipotizza l’aggiunta di un ulteriore incentivo da configurarsi come sconto da parte dei concessionari coi quali la Provincia si è proposta di stipulare a breve delle convenzioni, che porteranno ad un incremento dagli attuali 1000 veicoli elettrici immatricolati in Trentino a fine 2016 a oltre 11 mila: uno ogni 45 abitanti. Esenzione dal pagamento della tassa proprietà per cinque anni e poi riduzione del 75% per i successivi. Altri incentivi economici, che portano a poco meno di 21 milioni di euro l’ammontare complessivo delle risorse pubbliche che si andranno ad investire, riguardano l’acquisto delle bici e scooter elettrici.

fonte: www.rinnovabili.it

Convertita "manovra fiscale", Ecotassa morbida per Comuni terremotati















Tributo speciale per deposito in discarica dei rifiuti più morbido per i Comuni colpiti dal
sisma nel 2016 e 2017 nel disegno di legge di conversione del Dl 50/2017 approvato
dal Parlamento il 15 giugno 2017.
Il provvedimento che ha avuto il via libera definitivo dal Senato nel testo identico
approvato dalla Camera il 1° giugno 2017, all'articolo 46-ter stabilisce, in deroga
all'articolo 205, comma 3-ter del Dlgs 152/2006, che nei Comuni di Abruzzo, Lazio,
Marche e Umbria colpiti dal sisma per i versamenti fino al quarto trimestre 2018
dovuti quale tributo per il conferimento dei rifiuti in discarica ex articolo 3, commi 24 e
seguenti, della legge 549/1995 ("Ecotassa"), si assuma come riferimento il valore della
raccolta differenziata raggiunto nell'anno 2015.
Tra le altre disposizioni, più poteri all'Authority anticorruzione che ex articolo 211,
Dlgs 50/2016 potrà impugnare i bandi di grande impatto se li ritiene lesivi della
normativa appalti. Rete ferroviaria italiana Spa diventa unico responsabile per gli
interventi tecnologici da realizzare sulle linee ferroviarie regionali. Infine prorogato al
31/12/2017 il termine (prima fissato a fine 2016) entro il quale i titolari di impianti a
biomassa e biogas che cessavano dagli incentivi nel corso del 2016 possono presentare
la documentazione per godere del bonus della legge 208/2015 (articolo 1, commi
149-151).


documenti di riferimento


Area Normativa / Rifiuti / Normativa in Cantiere
Ddl recante conversione in legge del Dl 50/2017 - Manovra fiscale - Misure su Ecotassa, appalti, impianti a
biomassa
Approvato dal Parlamento il 15 giugno 2017 - In corso di pubblicazione in Gazzetta ufficiale
Area Normativa / Rifiuti / Normativa Vigente
Legge 28 dicembre 1995, n. 549
Misure di razionalizzazione della finanza pubblica - Stralcio
Area Normativa / Rifiuti / Normativa Vigente
Dlgs 3 aprile 2006, n. 152
Norme in materia ambientale - Stralcio - Parte IV - Gestione dei rifiuti, imballaggi e bonifica dei siti inquinati
Area Normativa / Appalti e acquisti verdi / Normativa Vigente
Dlgs 18 aprile 2016, n. 50
Codice dei contratti pubblici - Attuazione direttive 2014/23/Ue, 2014/24/Ue e 2014/25/Ue su concessioni e appalti
pubblici
Area Normativa / Disposizioni trasversali/Aua / Normativa Vigente
Legge 28 dicembre 2015, n. 208
Legge di stabilità 2016 - Stralcio - Misure in materia di ambiente ed energia



fonte: http://www.reteambiente.it

L’usato dai risvolti ecologisti















Una nuova ricerca dimostra l’importanza dell’economia circolare per l’ambiente, specialmente nel settore automobilistico.
Il mercato dell’usato ha permesso nel 2016 di tagliare l’emissione di circa 16 milioni di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera. Lo rivelano i risultati della ricerca Second Hand Effect, condotta dai norvegesi dello Schibsted Media Group – tra i leader mondiali nel settore dei marketplace digitali – insieme all’IVL, l’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale.
La ricerca ha avuto come campione 8 paesi della zona Europea e del Mediterraneo (Italia, Spagna, Francia, Svezia, Norvegia, Finlandia, Ungheria, Marocco) e si è basata sui dati provenienti dai relativi marketplace controllati da Schibsted.
Nel dettaglio, il report ha calcolato un risparmio totale di 16,378,725 tonnellate di CO2, ripartite in 12,667,880t per le automobili, 3,209,692t per oggetti di casa e personali, 866,034t per l’elettronica e 215,671t per sport e hobby. La categoria dei motori gioca ovviamente un ruolo determinante.
Francia e Italia guidano le statistiche e si consolidano come le nazioni di punta nella vendita dell’usato; entrambi i paesi hanno raggiunto numeri nettamente superiori ai restanti. In Francia, tramite la piattaforma Leboncoin, sono state totalizzate 7,523,733t di CO2 risparmiate, mentre nel Bel paese, l’outlet Subito.it ha misurato un totale di 6,095,827t.
Dal report fuoriescono numeri più precisi legati direttamente ai territori italiani. Per le regioni, la Lombardia si è dimostrata essere la più virtuosa, totale di CO2 risparmiata in tutto il Paese. Tra le più significative seguono poi la Campania (15,15), il Lazio (10,3%), il Veneto (9,2%) e il Piemonte (7,5%). Per quanto riguarda le province, invece, Napoli e Roma si posizionano ai vertici, risparmiando rispettivamente il 10,6% e l’8,3% di anidride carbonica; a seguire Milano (5,6%), Torino (5%) e Brescia (2,8%).
La Second Hand Economy, quindi, svolge una funzione molto importante nel nostro paese, sia in termini puramente economici – il business vale 19 miliardi di Euro, circa l’1,1% del PIL nazionale, come dimostrato nelle osservazioni di Daxo per Subito.it – che per la salvaguardia degli ecosistemi. L’economia circolare è un modello che propone anche una nuova concezione di consumismo, la quale ribalta l’attuale sistema, oramai sempre meno sostenibile: con l’obiettivo di allungare la vita degli oggetti si diminuisce la necessità di costruirne di nuovi da immettere sul mercato. E, in questo modo, viene ridotta sensibilmente la produzione di gas serra.
Con i disastri causati dal cambiamento climatico, la continua diffusione di processi sociali ed economici a ridotto impatto ambientale rappresenta un elemento di speranza per il risolvimento di questa enorme problematica.

fonte: esper.it

giovedì 22 giugno 2017

Immondezza. La Bellezza salverà il mondo















Pasolini avrebbe voluto fare un film dal titolo “Immondezza”.
Mimmo Calopresti ha deciso di farlo.
Lo ha fatto scegliendo #KeepCleanAndRun.
La corsa che per tre anni ci ha portato ad attraversare l’Italia: da nord a sud.
Da Aosta a Ventimiglia, da San Benedetto del Tronto a Roma, dal Vesuvio all’Etna.
Quasi 1.100 chilometri più di 45mila metri di salita, ma soprattutto decine di comunità incontrate, migliaia di ragazzi impegnati a ripulire i loro territori.
Perché solo la bellezza salverà il mondo, com dice il principe Miškin ne L’Idiota di Dostoevsky.
Abbiamo scelto questo sottotitolo, per contrappasso dell’Immondezza.
“Perché l’immondezza siamo noi”, dice Mimmo Calopresti, quando buttiamo rifiuti a terra, costruiamo brutture  a deturpare il nostro paesaggio, non accogliamo chi costringiamo a scappare.
Il docu film, della durata di circa 45’, sarà presentato in anteprima per protagonisti, collaboratori, partner e sponsor il prossimo 5 luglio a Roma in Senato, ospiti della sottosegretaria Barbara Degani.
Nell’estate sarà la stagione dei festival e poi AICA, che ha curato la produzione con Magda Film, proporrà il film a scuole e amministrazioni che vorranno provare a sensibilizzare i cittadini di oggi e di domani, contro l’abbandono dei rifiuti.
Potete rimanere aggiornati sulla pagina Facebook immondezzailfilm e sul sito immondezza.it.

Roberto Cavallo

fonte: http://www.envi.info

A Milano inizia la raccolta sperimentale di piccoli elettrodomestici non più funzionanti, presso due punti vendita COOP

Un progetto per raccogliere e gestire correttamente piccoli elettrodomestici non funzionanti che spesso rimangono nei cassetti oppure finiscono nella raccolta indifferenziata. 
















Grazie al progetto CRM CLOSED LOOP RECOVERY a Coop Lombardia, fino a dicembre 2017 in due punti vendita milanesi sarà possibile conferire in appositi contenitori i piccoli elettrodomestici non più funzionanti, contribuendo così al recupero di materiali critici come oro, argento, cobalto, grafite e platino.
Smartphone, cellulari, tablet, fotocamere: questi sono solo alcuni dei piccoli elettrodomestici che, una volta giunti a fine vita, vengono spesso dimenticati nei cassetti di casa oppure finiscono nella raccolta indifferenziata. Contengono invece numerosi materiali “critici” (cioè di difficile reperimento in natura) che sono essenziali da recuperare e vanno pertanto gestiti in modo corretto.

Ecodom, Amsa e Coop Lombardia hanno inaugurato a Milano una raccolta sperimentale proprio dei piccoli apparecchi elettrici ed elettronici non più in uso. L’iniziativa fa parte del progetto europeo “CRM (Critical Raw Material) CLOSED LOOP RECOVERY”, finalizzato a incrementare il tasso di recupero delle materie prime critiche dai Rifiuti delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) promosso da WRAP con il contributo LIFE della Comunità Europea e la partnership di Ecodom, il principale Consorzio operante in Italia nella gestione dei RAEE. Utilizzando appositi cassonetti progettati ad hoc per facilitare questo tipo di raccolta, i cittadini milanesi potranno disfarsi dei loro piccoli elettrodomestici quali cellulari e smartphone, videogiochi, tablet, videocamere, decoder, rasoi, asciuga-capelli nel corso delle quotidiane visite al supermercato.
I contenitori del progetto CRM CLOSED LOOP RECOVERY saranno posizionati fino a dicembre 2017 presso due punti vendita COOP in via Palmanova e presso il centro La Torre di via Gozzoli.

Questa iniziativa si affianca alla raccolta “itinerante” effettuata da settembre 2016 in diversi punti della città: ultimo appuntamento domenica 25 giugno 2017 dalle ore 8 alle 13.30 in via Pagano - zona mercato domenicale. Tutti i RAEE raccolti verranno trasferiti presso appositi impianti di trattamento, dove saranno effettuate ricerche per ottimizzare il recupero dei materiali critici. “Questo progetto è nato per sperimentare nuove modalità di conferimento dei piccoli RAEE da parte dei cittadini milanesi - dichiara Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom - e verificare così la possibilità di incrementare del 5% il recupero di oro, argento, cobalto, grafite e platino da questi rifiuti.

La collaborazione di partner come COOP Lombardia e AMSA dimostra la crescente attenzione riservata nel nostro Paese al tema della Circular Economy: il recupero di questi materiali, presenti in natura solo in alcuni Paesi, è considerato prioritario per mantenere e migliorare la qualità della vita di tutti noi”. “La gestione della raccolta differenziata dei rifiuti a Milano è diventata un modello di riferimento per molte importanti municipalità europee e mondiali. Amsa ha recentemente presentato all’Amministrazione Comunale un articolato piano strategico per migliorare ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata, che a Milano ha raggiunto il 54% - dichiara Mauro De Cillis, Direttore Operativo di AMSA - Nel 2016 Amsa ha raccolto e avviato a recupero 3.405 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, registrando un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Il progetto CRM Recovery ci permette di estendere la rete di raccolta, con punti aggiuntivi alle riciclerie e al Centro Ambientale Mobile, e quindi di intercettare maggiori quantitativi di rifiuti” “Coop Lombardia - dichiara Alfredo De Bellis, Vice Presidente Coop Lombardia - non è nuova a lanciare sfide su progetti di carattere ambientale che vedono coinvolti i propri soci e clienti. Il più recente, ‘Dall’olio all’olio’, nato in collaborazione con Amsa, sta portando importanti risultati grazie al recupero degli oli alimentari. Ora vogliamo raggiungere un nuovo obiettivo: avviare una campagna di informazione e sensibilizzazione verso i nostri clienti per il recupero dei metalli preziosi contenuti nei rifiuti elettronici (cellulari, carica batterie ecc). Partiamo con questa attività in due punti vendita di Milano, via Palmanova e Ipercoop Bonola, i quali saranno attrezzati con degli appositi contenitori per il conferimento di questi apparecchi. Siamo certi che anche questo nuovo progetto verrà accolto con grande entusiasmo dai nostri soci che sono molto attenti a queste tematiche”.

Per ulteriori informazioni: http://www.ecodom-consorzio.it/it/iniziativa/crm-recovery Ufficio stampa Ecodom c/o EXTRA - Comunicazione & Marketing Daniela Pierpaoli 06 98966361 - 3466096602 d.pierpaoli@extracomunicazione.it
Ecodom - Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici - è il sistema collettivo nazionale che gestisce, senza fini di lucro, il trasporto e il trattamento degli elettrodomestici a fine vita (RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Costituito nel 2004 su base volontaria dai principali produttori di grandi elettrodomestici, cappe e scalda-acqua operanti nel mercato italiano, Ecodom ha l’obiettivo fondamentale di evitare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente e massimizzare il recupero dei materiali da reinserire nel ciclo produttivo, nel rispetto della normativa in materia di trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (D. Lgs. 49/2014). Ecodom gestisce i RAEE provenienti dai nuclei domestici dei Raggruppamenti R1 (frigoriferi e condizionatori), R2 (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua), R3 (TV e monitor), R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione) e R5 (sorgenti luminose).

Ufficio Stampa Amsa tel. 02.27298015 ufficio.stampa@amsa.it www.amsa.it
AMSA, società del gruppo A2A, si occupa di servizi ambientali e serve cittadini e imprese di Milano, Bresso, Buccinasco, Cesate, Cormano, Corsico, Novate Milanese, Pero, Pioltello, Segrate, San Donato Milanese, Settimo Milanese e Trezzano sul Naviglio con soluzioni studiate in base alle esigenze delle diverse utenze. Amsa tiene oggi pulita un’area di 300 Kmq, lavorando per oltre 2,4 milioni di persone: 1.300.000 abitanti e 800.000 city users nella città di Milano e circa 300.000 residenti nei Comuni della Provincia serviti dall’azienda. AMSA può contare su oltre 3000 dipendenti ed è proprietaria di un impianto per il trattamento dei rifiuti voluminosi e un impianto per la valorizzazione delle terre di spazzamento. AMSA dispone, inoltre, di undici riciclerie.

L’Azienda ha una flotta di circa 1.300 automezzi, il 30% dei quali alimentati a metano e il 40% con motorizzazione a norma Euro 4 ed Euro 5.

Ufficio Stampa Coop Lombardia 02.895931 relazionimedia@lombardia.coop.it
Coop Lombardia è un’impresa cooperativa che opera nel campo della grande distribuzione. È presente nella regione con 57 punti vendita e oltre 4.500 dipendenti. Alla cooperativa aderiscono oltre 1.050.000 di soci i quali sono gli unici proprietari e principali fruitori dell’attività d’impresa. La cooperazione nasce nella comunità e dai bisogni delle persone: da qui deriva la propria missione e identità per questo l’attività di Coop non ha fini di speculazione privata ed è ordinata dai princìpi costituzionali della mutualità, ovvero dello scambio reciproco tra socio e cooperativa. Scopo sociale della Cooperativa è la tutela degli interessi economici, la salute, la sicurezza delle persone e la salvaguardia dell’ambiente. 


fonte: http://www.ecodallecitta.it

Raggiunto il milione di firme contro il glifosato

L’Iniziativa dei cittadini europei supera la soglia generale e i quorum nazionali in ben 11 paesi membri. Ora Bruxelles dovrà rispondere alla richiesta di vietare il glifosato
















La Commissione europea sarà chiamata a rispondere e a tenere in considerazione le richieste dei cittadini europei quando ragionerà sulla nuova approvazione del glifosato. Ieri infatti il contatore dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) #StopGlifosato ha raggiunto il suo obiettivo legale: un milione di firme almeno 7 paesi membri. Questo strumento consente alle persone di proporre un indirizzo all’esecutivo comunitario, ed è l’unico strumento di democrazia diretta dell’Unione Europea. Da quando è stata introdotta – era il 2012 – nessuna ICE ha raggiunto il suo target così rapidamente. Sono bastati appena 5 mesi, con il coordinamento di 100 ONG di tutta europa e molte altre a livello locale, per sfondare il quorum in 11 paesi e raggiungere il milione di adesioni. La richiesta era semplice e largamente condivisa nel continente: vietare il glifosato, riformare il processo di approvazione dei pesticidi in UE e fissare obiettivi obbligatori per ridurne l’uso


L’ICE proseguirà fino al 30 giugno, poi all’inizio di luglio le firme verranno consegnate a Bruxelles con la richiesta di rispondere prima di concludere il processo di rinnovo della autorizzazione per il glifosato. Qualunque sarà la replica, il percorso è pieno di insidie: la Commissione ha recentemente annunciato la sua intenzione di dare il via libera al diserbante più odiato del mondo per altri dieci anni. Una proposta formale verrà presentata ai rappresentanti dei governi europei, riuniti nell’opaco Comitato fitosanitario permanente, il 19-20 luglio. Il voto arriverà dopo l’estate e, a seconda dell’esito, l’esecutivo UE prenderà una decisione definitiva entro la fine dell’anno.
Dopo che nel 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha dichiarato il glifosato “probabilmente cancerogeno”, l’opinione pubblica si è progressivamente sollevata contro l’uso di questo diserbante ideato da Monsanto e oggi largamente utilizzato non solo in agricoltura. Nonostante l’Agenzia per la sicurezza alimentare europea (EFSA) abbia valutato in modo opposto la sostanza, resta grande preoccupazione in tutto il continente. Sotto accusa è la stessa credibilità del processo di autorizzazione europeo che, contrariamente a quello della IARC, utilizza anche studi condotti dall’industria e mai resi pubblici. Inoltre, l’ombra del conflitto di interessi si staglia su molti esperti e centri di ricerca in Europa che partecipano alla valutazione di pesticidi come il glifosato.

fonte: www.rinnovabili.it

mercoledì 21 giugno 2017

Rifiuti, per l’Italia rischio di nuova procedura d’infrazione Ue: nel mirino sfalci e potature

Il Collegato agricoltura ha tolto quelli provenienti dalla manutenzione del verde urbano dalla disciplina sui rifiuti, mettendo a rischio una filiera da 9mila posti di lavoro




















Che la normativa italiana sui rifiuti sia farraginosa quanto problematica non è una novità, ma è quando incrocia le mire dichiarate ormai ad ogni livello politico in fatto di economia circolare che le contraddizioni divengono ancor più stridenti. È quanto sta purtroppo accadendo all’interno della filiera industriale per la gestione dei rifiuti organici, che ad oggi vale già oltre 9mila posti di lavoro ma è stata messa a rischio esattamente 1 anno fa da poche righe inserite all’interno del Collegato agricoltura, che a breve oltre al danno potrebbero aggiungere la classica beffa: una nuova procedura d’infrazione europea.
È quanto hanno denunciato ieri Cic (Consorzio italiano compostatori), Utilitalia  e Fise Assoambiente (Associazioni delle imprese dei servizi ambientali), rivolgendosi direttamente alla Camera dei Deputati, dove in questi giorni le Commissioni stanno lavorando al testo del disegno di legge recante disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2017 (AC. 4505).
Questa legge infatti è «l’occasione per sanare la frattura creata con la normativa europea dall’art. 41 della legge 28 luglio 2016 n. 154 (c.d. “Collegato Agricolo”) che ha fatto uscire dal campo di applicazione della disciplina sui rifiuti, “sfalci e potature” provenienti dalla manutenzione del verde urbano. In seguito all’approvazione del “Collegato Agricolo” la Commissione europea ha ribadito (IT-E-008519/2016) che la direttiva 2008/98/CE include nella definizione di rifiuto organico anche gli sfalci e le potature di giardini e parchi, impegnandosi peraltro a sollevare la questione con le autorità italiane, con cui è stato aperto un percorso di carattere precontenzioso che, se non corretto per tempo, porterà inevitabilmente alla procedura d’infrazione».
Difatti, è lo stesso commissario Ue all’Ambiente Karmenu Vella ad aver risposto – a nome della Commissione europea – all’interrogazione parlamentare E-008519-16 affermando che «ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 4, della direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti (di seguito “la direttiva”), la definizione di “rifiuto organico” include i rifiuti biodegradabili di giardini e parchi. La Commissione ritiene che gli sfalci e le potature rientrino in tale definizione se provengono da giardini e parchi e pertanto dovrebbero essere oggetto di una corretta gestione dei rifiuti, in linea con gli obiettivi di cui all’articolo 4 e all’articolo 13 della direttiva. L’assenza di un controllo adeguato ed efficace su questo tipo di rifiuti sarebbe in contrasto con le disposizioni della direttiva. La Commissione solleverà la questione con le Autorità italiane competenti».
Cic, Utilitalia e Fise Assoambiente sottolineano che sarebbe assurdo che l’Italia continuasse «a cumulare procedure d’infrazione, soprattutto a causa di modifiche a norme che garantivano la tutela della salute e dell’ambiente», e invitano quindi il Parlamento a «sfruttare l’occasione della Legge europea 2017 per riallineare la normativa nazionale in materia di “sfalci e potature” alle indicazioni della direttiva 98/2008/CE». Una volta ricomposta la frattura e scongiurato il rischio di infrazione, Cic, Utilitalia e Fise Assoambiente si rendono naturalmente «disponibili ad aprire un tavolo di concertazione con tutti i soggetti della filiera (autorità locali, associazioni imprenditoriali e operatori del settore) al fine di trovare soluzioni condivise per garantire sia gli interessi di tutte le parti che la tutela della salute e dell’ambiente nel rispetto della legislazione europea». Il primo passo dev’essere però, come sempre, di buon senso da parte del legislatore: l’economia circolare non si invoca, la si pratica a partire da una produzione legislativa, chiara, stabile, coerente.


fonte: http://www.greenreport.it