martedì 22 maggio 2018

Economia circolare, il 22 maggio l'Unione Europea adotta le nuove norme in materia di gestione rifiuti

Le norme definiscono i seguenti obiettivi: entro il 2025 dovrà essere riciclato il 55% dei rifiuti urbani, entro il 2030 il 60% e entro il 2035 il 65%. Un altro obiettivo è fare in modo che entro il 2035 solo il 10 %, o meno, dei rifiuti urbani si riversi nelle discariche





















L’UE si appresta ad adottare nuove norme in materia di gestione dei rifiuti, che prevedono obiettivi molto più rigorosi di riciclaggio dei rifiuti urbani e riduzione delle discariche, il 22 maggio, durante la Settimana verde 2018 dell’Unione europeaSi tratta del principale evento dedicato all’ambiente che si svolgerà dal 21 al 25 maggio e che quest’anno tratterà di come rendere più ecologiche le nostre città.
Le norme renderanno il sistema europeo di gestione dei rifiuti il più avanzato al mondo e definiscono i seguenti obiettivi: entro il 2025 dovrà essere riciclato il 55% dei rifiuti urbani, entro il 2030 il 60% e entro il 2035 il 65%. Un altro obiettivo è fare in modo che entro il 2035 solo il 10 %, o meno, dei rifiuti urbani si riversi nelle discariche. La raccolta separata dei rifiuti organici diventerà obbligatoria entro il 2023. Queste norme aiuteranno le città a ridurre drasticamente i rifiuti, incrementare il riciclaggio e stimolare nuove idee di riutilizzo, diventando, così, campioni dell’economia circolare.
Città all’avanguardia
Poiché si prevede che l’80% dei cittadini europei vivrà in un’area urbana entro il 2020, la pressione ambientale sulle città sta crescendo rapidamente. Dai programmi per diventare città a zero emissioni di anidride carbonica alla pianificazione urbana sostenibile: numerose città, tra cui le Capitali verdi europeee le città Green Leaf dell’UE, stanno affrontando queste sfide. L’UE supporta continuamente la loro transizione con norme, strumenti e fondi.
La Settimana verde 2018 dell’Unione europea è l’occasione per scoprire come realizzare questo cambiamento.
Che cosa sta facendo l’UE
Attraverso eventi in tutta Europa e un’importante conferenza sulle politiche a Bruxelles, la Settimana verde dell’Unione europea presenterà gli interventi dell’UE a favore delle città e dei cittadini. La Settimana verde si è aperta ufficialmente il 21 maggio a Utrecht (Paesi Bassi) e si chiuderà il 25 maggio a Madrid (Spagna)Il vertice delle Città verdi europee si svolgerà a Bruxelles, dal 22 al 24 maggio.
Uno degli argomenti principali in discussione sarà il modo in cui le norme dell’UE in materia di rifiuti, acqua e aria possono trovare più efficace applicazione, ad esempio attraverso l’Agenda urbana europea. Alcuni partenariati previsti dall’Agenda urbana, come quelli per l’economia circolare, la mobilità urbana e la qualità dell’aria, affronteranno questioni ambientali in modo specifico. Come porre la sostenibilità al centro dei processi di pianificazione delle città sarà un altro argomento di rilievo delle diverse decine di sessioni tematiche previste.
Per aiutare le città a elaborare strategie urbane sostenibili, la Settimana verde vedrà il lancio del nuovo strumento Città verdi, che consente alle città di valutare le proprie prestazioni ecologiche e confrontarsi con altre città. Lo strumento è un serbatoio di informazioni per idee di pianificazione urbana verde e sostenibile.
La sera del 23 maggio saranno annunciati i LIFE Awards, che premieranno i progetti LIFE più innovativi, interessanti ed efficaci nel campo della protezione della natura, dell’ambiente e dell’azione per il clima.
Partecipa al movimento
Molti cittadini stanno partecipando al movimento per città più sostenibili. A livello locale, le azioni ispirate al concetto di economia circolare stanno guadagnando terreno con l’apertura di repair café, un numero sempre crescente di iniziative per sostituire la plastica e interventi di giardinaggio urbano più numerosi.
Partecipa alla Settimana verde dell’Unione europea recandoti agli eventi partner che si svolgeranno in tutta l’UE, alla nostra conferenza di alto livello sulle politichea Bruxelles, al lancio a Utrecht, all’evento conclusivo a Madrid oppure on line tramite Twitter e la diretta Web.
Partecipa al movimento, assisti al miglioramento #EUGreenWeek
fonte: www.ecodallecitta.it

lunedì 21 maggio 2018

I produttori di acque sposano la Plastics Strategy

European Federation of Bottled Waters annuncia obiettivi ambiziosi: 95% di raccolta e 25% di plastica riciclata nelle bottiglie entro il 2025.
















European Federation of Bottled Waters (EFBW), associazione che rappresenta a livello europeo i produttori di acqua in bottiglia, ha annunciato oggi un impegno per l’economia circolare articolato su quattro punti con l’obiettivo di aumentare la percentuale di raccolta di bottiglie PET e l’utilizzo di PET riciclato nella loro produzione.
Il primo impegno preso dai produttori di acque minerali è di raccogliereil 90% di tutte le bottiglie in plastica immesse al consumo a livello UE entro il 2025. Il secondo riguarda la percentuale di PET riciclato (rPET) utilizzato nella produzione di bottiglie, che dovrà arrivare al 25% sempre entro il 2025; e per raggiungere questo obiettivo, i produttori di acque minerali chiedono che migliori la qualità e l’omogeneità del PET recuperato e riciclato.
Le aziende che aderiscono a EFBW si impegnano inoltre ad innovare e investire ulteriormente nell’eco-design dei contenitori, per favorirne il riciclo e ridurre il peso, oltre che nella ricerca di plastiche non di origine fossile, ottenute da risorse rinnovabili.
Infine, occorre sensibilizzare i consumatori per prevenire la creazione di rifiuti, sostenendo iniziative che incoraggino la corretta selezione e lo smaltimento degli imballaggi a fine vita.
efwb Jean-Pierre DeffisObiettivi non semplici di raggiungere, anche per la scarsa omogeneità della raccolta a livello UE: si va infatti da oltre il 90% in alcuni paesi più virtuosi a meno del 20% in altri, nonostante il PET sia un materiale con un valore a fine vita. Per raggiungerli, EFBW intende collaborare con tutti i soggetti interessati, tra cui Plastics Recyclers Europe (PRE), l’associazione europea delle aziende che riciclano materie plastiche. Inoltre, per garantire trasparenza e responsabilità, EFBW riferirà regolarmente sui progressi raggiunti.
“Le bottiglie in PET per bevande raggiungono già oggi a livello comunitario il più elevato tasso di riciclo rispetto a qualsiasi altro imballaggio in plastica - afferma il presidente di EFBW, Jean-Pierre Deffis (nella foto) -. Ma ogni singola bottiglia che finisce nei rifiuti è una di troppo”. “Serve uno sforzo concertato e coordinato da parte di molti attori della filiera per portare ad un cambiamento positivo - ha aggiunto -. I membri di EFBW stanno intensificando i loro sforzi per aprire la strada".
Alla European Federation of Bottled Waters aderisce per l’Italia la Federazione delle industrie delle acque minerali e delle bevande analcooliche - Mineraqua.
fonte: www.polimerica.it

Civita di Bagnoregio: la rinascita ecologica della “città che muore”



Diventare il primo comune plastic free d'Italia ed un esempio di pratiche virtuose. È questa l'ambizione di Civita di Bagnoregio, suggestivo borgo della provincia di Viterbo noto come "la città che muore". Promotori della rinascita ecologica di questo piccolissimo comune, oggi meta di tantissimi turisti, sono il sindaco Francesco Bigiotti e l'artista scozzese James P. Graham, impegnato per l'abolizione della plastica.


















Sembrava destinata a scomparire e invece Civita di Bagnoregio, meglio nota coma la città che muore, è esplosa come fenomeno turistico internazionale, manifestando un’inarrestabile vitalità. La piccola frazione di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, conta una decina di abitanti e un giro di 800 mila visitatori che, ogni anno, attraversano il ponte pedonale (unico accesso al borgo) per addentrarsi tra viuzze e case medioevali sospese sullo sperone di roccia tufacea. Un delicato mix di equilibri che l’attuale amministrazione sembra intenzionata a gestire anche in chiave ecosostenibile. E infatti all’interno di questa vetrina mondiale del Belpaese è in cantiere un progetto ambizioso: diventare ufficialmente il primo comune plastic free d’Italia.


“Faremo guerra alla plastica – ci anticipa il sindaco Francesco Bigiotti –. Definirsi sensibili all’ambiente non basta, vogliamo continuare a mettere in campo iniziative concrete che possano cambiare in meglio il territorio. Soprattutto siamo disposti a mettere sul piatto incentivi economici. Un comune come Bagnoregio che vive grazie ai turisti, il cui impatto è centinaia di volte superiore a quello popolazione locale, ha il dovere di dare il buon esempio e di farsi portavoce di un nuovo approccio verso l’ecosistema” .

Il primo step sarà l’introduzione di piatti, posate e bicchieri biodegradabili durante le sagre e gli eventi promossi dal Comune. “In secondo luogo vogliamo sensibilizzare e coinvolgere i commercianti della zona affinché abbraccino pratiche virtuose. Certo, bisognerà misurarsi con la grande distribuzione ma sono certo che con il sostegno del Comune non sarà impossibile immaginare che bar, ristoranti e negozi facciano scelte alternative nel rispetto dell’ambiente”. Pugno duro anche contro l’abitudine di buttare a terra le cicche di sigarette: “Distribuiremo posaceneri tascabili a chiunque ce ne faccia richiesta e faremo multe di 65 euro ai trasgressori”.


Sbandierare una politica plastic free in uno dei borghi più belli d’Italia significa, in definitiva, fare da cassa di risonanza in momento in cui, su più fronti, sembra esserci spazio per un salto di qualità. E infatti l’annuncio di Civita di Bagnoregio, che aspira a diventare patrimonio Unesco, coincide curiosamente con la proposta dell’Unione Europea di tassare gli imballaggi in plastica non riciclabile.





Tra i promotori della svolta sostenibile di Civita di Bagnoregio troviamo lo scozzese James P. Graham, artista di professione e referente in Italia di A Plastic Planet, il movimento a cui si deve l’apertura ad Amsterdam di Ekoplaza, il primo supermercato balzato all’attenzione dei media mondiali per aver abolito totalmente la plastica. “A livello globale – spiega – l’obiettivo del movimento è azzerare la produzione della plastica. Altro tema su cui ci battiamo è la corretta informazione. Per esempio diamo per scontato che tutta la plastica sia riciclabile e invece non è così. In Inghilterra se ne incomincia a parlare, in Italia c’è ancora molto lavoro da fare. In compenso gli italiani hanno un grande vantaggio: su buona parte della popolazione il background contadino è ancora presente e questo permette di avere una straordinaria una vicinanza con il linguaggio della natura”.


Lo sa bene James, che ha lasciato Londra e una carriera avviata nell’industria pubblicitaria per vivere nella quiete della campagna laziale. Nel suo studio, a pochi chilometri di Bagnoregio, ci mostra gli involucri biodegrabili di alcuni prodotti acquistati da Ekoplaza. “Le alternative ci sono e non sono così difficili da adottare come si pensa. Forse non tutti sanno che anche in Italia esistono diverse aziende all’avanguardia che offrono soluzioni di imballaggio sostenibili. Novamont, per esempio, produce il mater-bi, una famiglia di bioplastiche biodegradabili e compostabili. Per far luce sulla filiera alternativa alla plastica, gli attivisti italiani di A Plastic Planet hanno preparato un documento dettagliato da sottoporre all’amministrazione e ai commercianti di Bagnoregio”.





In attesa che il progetto “plastic free” venga preso in carico dal Comune, si pensa a un tavolo di riflessione di più ampio respiro: a luglio, infatti, James ospiterà a Bagnoregio Satish Kumar, fondatore dello Schumacher College, centro internazionale di studi ecologici, e attualmente editor della rivista inglese Resurgence/Ecologist. “Oltre che intimo amico, Kumar è una fonte di ispirazione. Siamo stati di recente in Cina, invitati dall’University of Forestry and Agriculture della Provincia del Fujian. Con grande sorpresa abbiamo appreso che la Cina ha intenzione di diventare la più grande civiltà ecologica del mondo, un piano a cui il governo sta lavorando dal 2007. Una sfida non facile ma che ci dimostra che i tempi sono ormai maturi per ripensare lo sfruttamento delle risorse del pianeta”.


fonte: www.italiachecambia.org

Agevolazioni fiscali e incentivi hanno favorito la diffusione di auto più pulite in Europa

Nel 2016 ridotte le emissioni di CO2 derivate dal trasporto privato; destinate ad aumentare quelle dei camion e degli autobus





















L’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) riporta i risultati di un monitoraggio sulle emissioni di CO2 (biossido di carbonio) nell’anno 2016 nei paesi in cui sono state prese misure mirate, come riduzioni fiscali, sussidi e altri incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli più ecologici, in particolare elettrici.
Il documento è basato su uno studio condotto dal Centro tematico europeo sull'inquinamento atmosferico e la mitigazione dei cambiamenti climatici (ETC / ACM) dell'EEA che prende in esame gli incentivi finanziari che stanno utilizzando gli Stati membri dell'UE, oltre a Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, per orientare i consumatori verso auto più ecologiche e quali sono stati gli effetti di questi incentivi.
In generale, il numero di paesi che offrono incentivi per promuovere l'uso di ibridi e di veicoli elettrici è notevolmente aumentato dal 2010 al 2016 in tutti gli stati, tranne la Polonia.
Nei sette casi studio presentati nel documento EEA si analizzano le misure attuate in Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia e Polonia che, pur diverse tra loro, presentano una costante: i consumatori acquistano più facilmente auto nuove a basse emissioni laddove sostenuti da agevolazioni fiscali e incentivi significativi.
La relazione tra tassazione e incentivi e rinnovo del parco auto europeo è ormai un dato consolidato, che ha come effetto diretto il calo costante delle emissioni medie di CO2.

Average CO2 emissions from new passenger cars sold

Tra i paesi analizzati come casi studio, la Norvegia ha il maggior numero di incentivi per la promozione dei veicoli elettrici e, di conseguenza, anche un livello medio basso di emissioni rispetto agli altri paesi. Oltre alle misure per agevolare l’acquisto, per supportare le scelta dell’alimentazione elettrica sono anche stati realizzati diversi impianti di ricarica, necessari per rassicurare gli utenti sulla disponibilità diffusa di questo tipo di alimentazione.
Il problema dell’implementazione dei punti di ricarica è la maggiore criticità da superare anche nel resto dell’Unione dove, nel 2016, solo 11 paesi hanno adottato misure per diffondere i punti di ricarica.
Grazie ai nuovi veicoli, le emissioni medie di CO2 nell'UE sono diminuite costantemente negli ultimi anni, di circa il 30% dal 2001, ma è necessaria un’ulteriore riduzione del 20% delle emissioni medie di CO2 per rispettare l'obiettivo UE del 2021 di 95 g di CO2/km.
La sostituzione dei veicoli tradizionali con mezzi ibridi ed elettrici sembra un processo ben avviato, che va però consolidato e ampliato diffondendo maggiormente le misure di defiscalizzazione e gli incentivi, che hanno ampiamente dimostrato la loro funzione decisiva per il rinnovo del parco auto europeo.
Oltre a favorire questa tendenza virtuosa sarà però necessario affrontare il problema delle emissioni di autobus e camion che, al contrario, sono destinate ad aumentare notevolmente se non verranno messi in atto interventi mirati anche per questo tipo di mobilità.
Attualmente camion, autobus e pullman sono responsabili di circa un quarto delle emissioni di CO2 del settore dei trasporti e si prevede che aumenteranno ulteriormente se non verranno adottate nuove misure dedicate anche a questa tipologia di mezzi.
I camion e gli autotreni di portata superiore a 3,5 tonnellate e gli autobus utilizzati per il trasporto di passeggeri con più di otto posti sono attualmente responsabili di circa il 27% delle emissioni di CO2 del trasporto su strada. Aumentate del 25% dal 1990, si prevede che aumenteranno fino al 10% nel 2030 rispetto al 2010.
Fino ad oggi, non sono state messe in atto procedure obbligatorie dell'UE per monitorare e segnalare le emissioni e il consumo di carburante dei veicoli pesanti, a differenza di quanto accade per le autovetture e i furgoni nuovi.
Si auspica che il nuovo sistema di monitoraggio e rendicontazione che entrerà in vigore nel 2019 contribuirà a promuovere veicoli pesanti più efficienti sul mercato dell'UE. Una proposta della Commissione europea per stabilire i limiti obbligatori di emissione di CO2 per i veicoli pesanti di nuova immatricolazione è prevista entro la fine dell'anno.
Alla fine di aprile 2018 EEA pubblicherà nuove statistiche ufficiali sulle emissioni medie di CO2 dei nuovi veicoli passeggeri per il 2017.
fonte: http://www.arpat.toscana.it

Smog, deferimento Corte Ue: 'La Commissione protegge i cittadini dall'inquinamento atmosferico'

Bruxelles: “La decisione di deferire degli Stati membri alla Corte di giustizia dell'UE è stata adottata in nome degli europei. Gli Stati membri deferiti oggi alla Corte hanno ricevuto nell'ultimo decennio un numero sufficiente di ‘ultime possibilità' per migliorare la situazione"

















"La Commissione difende il diritto degli europei a respirare aria pulita. La Commissione offre agli attori nazionali, regionali e locali assistenza pratica per migliorare la qualità dell'aria in Europa e interviene più energicamente nei confronti di 7 Stati membri che hanno violato le norme dell'UE in materia di inquinamento atmosferico e di omologazione delle autovetture". Queste le parole che arrivano da Bruxelles dopo il deferimento dell'Italia e di altri sei paesi alla Corte di Giustizia Europea per non aver ancora adottato misure antismog efficaci, nonostante i continui e richiami e avvertimenti arrivati per anni. 
Karmenu Vella, commissario per l'Ambiente, ha dichiarato: “La decisione di deferire degli Stati membri alla Corte di giustizia dell'UE è stata adottata in nome degli europei. Abbiamo detto che questa è una Commissione che protegge. La nostra decisione dà seguito a questa affermazione. Gli Stati membri deferiti oggi alla Corte hanno ricevuto nell'ultimo decennio un numero sufficiente di ‘ultime possibilità' per migliorare la situazione. Sono convinto che la decisione di oggi porterà a miglioramenti per i cittadini in tempi molto più rapidi. Ma l'azione legale non risolverà di per sé il problema. È questo il motivo per cui stiamo definendo l'aiuto pratico con cui la Commissione può agevolare gli sforzi delle autorità nazionali volti a promuovere un'aria più pulita per le città e le metropoli europee”.
Elżbieta Bieńkowska, commissaria per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: "Avremo successo nella lotta all'inquinamento atmosferico urbano solo se il settore automobilistico farà la sua parte. I veicoli a emissioni zero sono il futuro. Nel frattempo, rispettare la normativa sulle emissioni è un dovere. I costruttori che continuano a violare la legge dovranno sopportare le conseguenze del loro comportamento illecito”.
In una comunicazione intitolata “Un'Europa che protegge: aria pulita per tutti”, adottata oggi (ieri, giovedì 17 maggio), la Commissione illustra le misure disponibili per aiutare gli Stati membri a contrastare l'inquinamento atmosferico. La Commissione, inoltre, sottolinea la necessità di intensificare la cooperazione con gli Stati membri avviando nuovi “dialoghi sull'aria pulita” con le autorità competenti e utilizzando i finanziamenti dell'UE per sostenere le misure volte a migliorare la qualità dell'aria.
Misure di lotta contro l'inquinamento atmosferico
Le misure proposte oggi dalla Commissione si fondano su tre pilastri principali: norme sulla qualità dell'aria; obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni; e norme in materia di emissioni per le principali fonti di inquinamento, ad esempio per le emissioni degli autoveicoli e delle navi e quelle del settore energitico e dell'industria.
Per contrastare le emissioni di inquinanti atmosferici generate dal traffico la Commissione rafforzerà ulteriormente la propria collaborazione con le autorità nazionali, regionali e locali per giungere a un approccio comune integrato alla regolamentazione dell'accesso degli autoveicoli alle aree urbane, nel quadro dell'agenda urbana per l'UE.
Inoltre, la Commissione ha condotto un'ampia riforma, in modo da garantire che le emissioni di inquinanti atmosferici dei veicoli siano misurate in condizioni reali di guida, (si vedano le FAQ).
Migliorare il rispetto della normativa
 6 Stati membri deferiti alla Corte
La Commissione sta adottando misure per affrontare i gravi e persistenti superamenti dei valori limite per le due principali sostanze inquinanti che incidono sulla salute: il biossido di azoto, per lo più causato del traffico stradale e dall'industria, e il particolato, che è presente soprattutto nelle emissioni dell'industria, del riscaldamento domestico, del traffico e dell'agricoltura.
La Commissione ha deciso di deferire Francia, Germania e Regno Unito alla Corte di giustizia dell'UE per il mancato rispetto dei valori limite per il biossido di azoto (NO2), e per aver omesso di prendere le misure appropriate per ridurre al minimo i periodi di superamento. UngheriaItalia e Romania sono state deferite alla Corte di giustizia per via dei livelli costantemente elevati di particolato (PM10). I limiti stabiliti dalla legislazione dell'UE sulla qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) dovevano essere raggiunti rispettivamente nel 2010 e nel 2005.
Questa iniziativa fa seguito a un vertice ministeriale sulla qualità dell'aria, convocato dal Commissario Vella il 30 gennaio 2018, come ultimo sforzo per trovare soluzioni atte a contrastare il grave problema dell'inquinamento atmosferico in nove Stati membri. I 6 Stati membri in questione non hanno presentato misure credibili, efficaci e tempestive per ridurre l'inquinamento entro i limiti concordati e quanto prima possibile, come richiesto dalla normativa dell'UE. La Commissione ha pertanto deciso di procedere con un'azione legale.
Per quanto riguarda la Repubblica ceca, la Slovacchia e la Spagna, le misure in corso di attuazione o previste, come comunicato alla Commissione a seguito del vertice ministeriale sulla qualità dell'aria, sembrano essere in grado di affrontare in modo adeguato le carenze individuate, se correttamente attuate. Per questo motivo la Commissione continuerà a monitorare da vicino l'attuazione di tali misure, nonché la loro efficacia nel porre rimedio alla situazione il più presto possibile.
 Le procedure di infrazione proseguono per 4 Stati membri
La Commissione sta prendendo ulteriori iniziative nell'ambito delle procedure di infrazione contro 4 Stati membri per aver violato le norme dell'UE in materia di omologazione dei veicoli a motore. La Commissione ha deciso in data odierna di inviare ulteriori lettere di costituzione in mora a Germania, Italia, Lussemburgo e Regno Unito.
La legislazione dell'UE in materia di omologazione impone agli Stati membri di disporre di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per scoraggiare i fabbricanti di automobili dal violare la legge. Laddove si verifichi una tale violazione, ad esempio tramite il ricorso ad impianti di manipolazione per ridurre l'efficacia dei sistemi di controllo delle emissioni, occorre mettere in atto misure correttive, quali i richiami, e applicare sanzioni (articoli 30 e 46 della direttiva 2007/46 e l'articolo 13 del regolamento n. 715/2007).
La Commissione ha aperto una procedura di infrazione contro Germania, Lussemburgo e Regno Unito nel dicembre 2016 relativa al gruppo Volkswagen e ha inviato lettere complementari di costituzione in mora nel luglio 2017 richiedendo ulteriori chiarimenti.
Oggi la Commissione ha inviato altre lettere di costituzione in mora per chiedere maggiori informazioni sulle inchieste e i procedimenti giudiziari nazionali relativi a tali infrazioni. Inoltre, in seguito alla scoperta di nuovi casi di irregolarità nella gestione dei motori in diversi veicoli diesel (veicoli Porsche Caienna, Volkswagen Touareg e Audi A6 e A7), la Commissione chiede alla Germania e al Lussemburgo, in quanto autorità di omologazione competenti, quali misure correttive e sanzioni siano previste. La Commissione chiede inoltre chiarimenti al Regno Unito sulla legislazione nazionale prevista.
Nel maggio 2017 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa dell'UE in materia di omologazione dei veicoli da parte di Fiat Chrysler Automobiles. Nel frattempo, l'Italia ha adottato misure correttive ordinando al gruppo Fiat Chrysler Automobiles di effettuare un richiamo obbligatorio nell'Unione europea. Oggi, nel quadro dell'attuale scambio, la Commissione richiede informazioni supplementari sulle concrete misure correttive adottate e le sanzioni applicate.
Un'ulteriore lettera di costituzione in mora costituisce una richiesta di informazioni ufficiale. Gli Stati membri dispongono ora di due mesi di tempo per replicare alle argomentazioni addotte dalla Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.
Informazioni generali
Nell'Unione europea, la qualità dell'aria è generalmente migliorata negli ultimi decenni, spesso grazie agli sforzi comuni dell'UE e delle autorità nazionali, regionali e locali. Tuttavia, la qualità della vita di molti cittadini dell'UE continua ad essere messa a repentaglio in modo inaccettabile. L'inquinamento atmosferico provoca direttamente malattie gravi e croniche come asma, problemi cardiovascolari e cancro ai polmoni.
I deferimenti odierni riguardano i superamenti delle norme sulla qualità dell'aria:
 Biossido di azoto (NO2):
  • Germania – in 26 zone di qualità dell'aria, tra cui Berlino, Amburgo, Monaco e Colonia; le concentrazioni annue riferite nel 2016 raggiungevano gli 82µg/m3 rispetto a un valore limite di 40 µg/m3 (a Stoccarda).
  • Francia – in 12 zone di qualità dell'aria, tra cui Parigi, Marsiglia e Lione; le concentrazioni annue riferite nel 2016 raggiungevano i 96 µg/m3 (a Parigi).
  • Regno Unito – in 16 zone di qualità dell'aria, tra cui Londra, Birmingham, Leeds e Glasgow; le concentrazioni annue riferite nel 2016 raggiungevano i 102 µg/m3 (a Londra).
In totale, vi sono 13 casi d'infrazione in corso nei confronti degli Stati membri (Austria, Belgio, Repubblica ceca, Germania, Danimarca, Francia, Spagna, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo e Regno Unito).
Con la decisione di oggi Germania, Francia e Regno Unito sono i primi a essere deferiti alla Corte; tutti e tre i casi fanno seguito ai pareri motivaticomunicati nel febbraio 2017.
 Particolato (PM10):
  • Italia – in 28 zone di qualità dell'aria, comprese le regioni Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto, i valori limite giornalieri sono stati costantemente superati, arrivando nel 2016 fino a 89 giorni.
  • Ungheria – in 3 zone di qualità dell'aria, Budapest, Pecs e valle del Sajó, i valori limite giornalieri sono stati costantemente superati, arrivando nel 2016 fino a 76 giorni.
  • Romania – nell'agglomerato di Bucarest, i valori limite giornalieri sono stati costantemente superati da quando il diritto dell'Unione europea è divenuto applicabile alla Romania, e nel 2016 per 38 giorni.
In totale, vi sono 16 casi d'infrazione in corso nei confronti degli Stati membri (Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Ungheria, Italia, Lettonia, Portogallo, Polonia, Romania, Svezia, Slovacchia e Slovenia). La Corte di giustizia dell'Unione europea ha ritenuto la Bulgaria e la Polonia colpevoli di violazioni della legislazione dell'UE, rispettivamente il 5 aprile 2017 e il 22 febbraio 2018.
La decisione odierna fa seguito a un parere motivato inviato all'Italia nell'aprile 2017, a un parere motivato supplementare inviato alla Romania nel settembre 2014, e a un ulteriore parere motivato inviato all'Ungheria nel marzo 2014.
In tutti i casi di superamento dei valori limite stabiliti dalla normativa dell'UE sulla qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE), gli Stati membri sono tenuti ad adottare piani per la qualità dell'aria e a garantire che tali piani stabiliscano misure appropriate affinché il periodo di superamento sia il più breve possibile. In linea con il principio di sussidiarietà, la normativa dell'UE lascia agli Stati membri la scelta dei mezzi da utilizzare per il rispetto dei valori limite.
fonte: www.ecodallecitta.it

Consumo consapevole per cittadini liberi: convegno a Roma il 25 maggio















Consumo consapevole come chiave per raggiungere obiettivi quali una dieta sana, la riduzione dello spreco alimentare e dell’impatto ambiente. Questo sarà il tema centrale del convegno “Consumo consapevole: un ponte verso la libertà”, in programma a Roma il 25 maggio 2018 presso l’Arancera di S. Sisto, organizzato dal Movimento per la Decrescita Felice e La Grande Via con il patrocinio di Roma Capitale, la collaborazione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2018 e il supporto di Radio Cusano Campus. GreenStyle sostiene l’evento in qualità di media partner.

Al centro del convegno “Consumo consapevole: un ponte verso la libertà” l’incontro tra il dott. Franco Berrino, epidemiologo e fondatore dell’associazione La Grande Via (insieme alla giornalista Enrica Bortolazzi), e Lucia Cuffaro, presidente del Movimento della Decrescita Felice e volto noto della tv. Introdurrà la discussione, e interverrà nel dibattito sul tema del recupero delle eccedenze alimentari, l’assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Giuseppina Montanari
. Moderatrice sarà la curatrice editoriale Antonella Malaguti.

Entrambi hanno eletto proprio il consumo consapevole quale “strumento di libertà” in quanto la capacità di comprendere a pieno le etichette dei prodotti e le strategie commerciali permettono, oltre alla possibilità di autoprodurre alcuni beni fondamentali, a ciascuno di riappropriarsi del tempo e del denaro “con immenso beneficio per la nostra salute e per la qualità della nostra vita e dell’ambiente che ci circonda”. Questi nel dettaglio i temi trattati:
  • Impatto ambientale dei nostri consumi: invito alla consapevolezza;
  • Spreco alimentare e recupero delle eccedenze alimentari prevenzione e diminuzione;
  • Fare la spesa e leggere le etichette: quali sono gli ingredienti da evitare;
  • La cucina sana e Macromediterranea: ritorno alla tradizione per recuperare semplicità e salute;
  • Autoproduzione in cucina.
Importante però sviluppare le due qualità necessarie a garantirsi il “diritto all’autonomia”, ovvero consapevolezza e volontà. Come spiegano gli organizzatori dell’evento, in programma a Roma il 25 maggio dalle 17:30 alle 19:30 presso l’Arancera di S. Sisto (via Valle della Camene 11, metro B Circo Massimo) – ingresso gratuito previa registrazione attraverso il sito indicato come fonte a fine testo:
Consapevolezza che i condizionamenti mediatici e commerciali ci stanno privando di libertà fondamentali, quali il diritto alla salute, il diritto alla gioia, il diritto alla qualità del cibo e dell’ambiente; volontà di emanciparci da queste catene invisibili.
fonte: http://www.greenstyle.it 

domenica 20 maggio 2018

Le meraviglie del mare, al cinema dal 17 maggio
















Il film Le meraviglie del mare, diretto da Jean-Michel Cousteau con la voce di Arnold Schwarzenegger, è un tripudio di immagini che porterà gli spettatori di tutte le età a innamorarsi del mare e a sentire il bisogno di proteggerlo. Nel film, il regista Jean-Michel Cousteau s’imbarca con i figli Celine e Fabien e la sua troupe, in un viaggio dalle isole Fiji alle Bahamas, per esplorare oceani sconosciuti e scoprire di più su ciò che li minaccia. La sua sarà un’esperienza straordinaria, un omaggio al mare che vuole portare l’attenzione del grande pubblico sull’urgenza di salvaguardarlo.


Un mare pulito significa un pianeta pulito

“Spero che il pubblico viva la stessa mia emozione nello scoprire il fondamento della vita di tutte le specie – ha commentato Jean-Michel Cousteau, co-regista de Le meraviglie del mare – e rifletta sul fatto che ogni respiro, ogni boccata d’aria proviene dal mare. Mi piacerebbe che i giovani, la classe dirigente del futuro, abbiano accesso a queste informazioni, non solo per imparare cose nuove, ma anche per proteggere l’ecosistema marino. Senza un mare pulito non ci può essere vita nemmeno sulla terra. Proteggere il mare significa proteggere noi stessi e le generazioni future”.










Le meraviglie del mare è stato concepito come un’immersione subacquea da guardare in 3D, mettendo lo spettatore nelle condizioni di ammirare le profondità marine quasi meglio di un sub.
“Quando ho visto le riprese del film, sono rimasto sbalordito e ho voluto subito far parte del progetto – ha sottolineato Arnold Schwarzenegger, produttore del film – Penso che guardando questo film inevitabilmente vi innamorerete del mare e scoprirete un mondo tutto nuovo. È un film geniale perché vi farà venire voglia di andare a prendere una bombola da sub e immergervi sott’acqua per andare a esplorarlo”.




Le immagini di Le meraviglie del mare sono state catturate grazie a tre anni di ricerca e sviluppo di nuovi strumenti che consentono la ripresa subacquea 3D in risoluzione 4K, slow motion, macro e in motion control. Lo spettatore può così osservare anche il comportamento delle creature più minuscole: come si alimentano, come si difendono e come interagiscono con le altre specie marine.
Il film presenta un’importante componente didattica, ed è per questo che il reparto marketing del film, insieme al team della Ocean Future’s Society, ha realizzato due opuscoli pensati per aiutare gli insegnanti nel divulgare la materia con attività educative che siano anche divertenti. Lo scopo è responsabilizzare le persone, e in particolare i bambini, facendo imparare loro quanto più possibile sulle meraviglie del mare e stimolando in loro l’idea di un futuro sostenibile.










Info

Il film, distribuito da M2 Pictures, dura 85 minuti, sarà in uscita nelle sale italiane il 17 maggio.
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fonte: https://www.lifegate.it