giovedì 14 dicembre 2017

Biella lancia la task force contro gli sprechi di cibo: incentivi agli enti che lo regaleranno ai poveri

Rimborso dell’Iva e sconti sulla tassa rifiuti a chi donerà alimentari e farmaci
















Lotta allo spreco alimentare: Biella dà il via a un tavolo di lavoro in applicazione della legga Gadda del 2016. L’obiettivo è trasformare le «eccedenze» in una risorsa, dando vita a un’operazione che potrebbe tradursi in un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà, oltre a rappresentare un risparmio sulle bollette della tassa rifiuti anche delle piccole attività che decideranno di aderire al progetto. E tra i primi che si dicono disposti a mettersi in gioco per fare decollare l’iniziativa in provincia ci sono empori della Caritas, ma anche associazioni e qualche Comune. 

LE DONAZIONI  
La legge Gadda dà la possibilità a enti pubblici o privati che aderiranno all’iniziativa, di donare le proprie eccedenze «a soggetti indigenti o all’alimentazione degli animali», recita la legge. Nel dettaglio potranno essere donati prodotti alimentari e prodotti farmaceutici. Per quanto riguarda gli alimentari, per esempio sia gli invenduti, che quelli che vengono scartati dalla catena agroalimentare «per ragioni commerciali o estetiche, piuttosto che per prossimità della data di scadenza». E tra i soggetti che hanno deciso di sedersi attorno al primo tavolo di lavoro ci sono gli empori della Caritas di Biella, Cossato e del Villaggio La Marmora, i Comuni di Biella, Trivero e Cossato, la cooperativa Valdocco, il banco alimentare, la Caritas, l’Iris, la cooperativa Giovanni XXIII, l’associazione La Rete e il Cerino Zegna. 

AZIONI  
Entusiasta il presidente del Ctv che coordina il progetto Andrea Pistono: «Eravamo poco meno di una trentina di persone. Non male come inizio, anche perchè alcune non sono potute venire ma so quasi con certezza che parteciperanno. In questa prima riunione abbiamo messo a fuoco un elenco di azioni che dovremo fare per fare decollare il progetto». Tra le prime ci sono la mappatura delle attività della grande distribuzione che potrebbero venire coinvolte, i punti di stoccaggio e i vantaggi fiscali che potrebbero ottenere i commercianti che danno la propria adesione. L’applicazione della legge prevede la possibilità di recuperare l’Iva sui prodotti donati e sconti sulla tassa rifiuti da parte dei Comuni. «Per quanto riguarda le piccole attività - continua Pistono - chiederemo la collaborazione delle associazioni di categoria perchè sono tante e non sapremo come contattarle tutte». 

I FARMACI  
Rimandato per il momento il discorso sulla donazione di farmaci: «È un discorso piuttosto complesso - spiega il presidente del Ctv - che preferiamo affrontare dopo quello alimentare». Tra le questioni da mettere a fuoco c'è poi anche quella della mensa delle scuole: «Vorremmo capire - conclude Pistono - se c’è possibilità di recuperare quanto avanza dal pranzo servito agli studenti e quanto dalle cucine che preparano i pasti». 

fonte: www.lastampa.it

I fondi di caffè usati per il biocarburante nei bus di Londra. Collaborazione tra Shell, Argent Energy e bio-bean



















Gli autobus di Londra hanno cominciato ad essere alimentati con un biocarburante, denominato B20, composto per il 20% da olio di caffè, grazie alla collaborazione tra Shell, Argent Energy e bio-bean, un’azienda britannica specializzata nello sviluppo di combustibile e carburante derivato dai residui del caffè. L’utilizzo di questa miscela di olio minerale e olio di caffè non richiede modifiche ai motori dei bus e fornisce una soluzione energetica più pulita e sostenibile attraverso il riutilizzo di quelli che altrimenti sarebbero trattati come rifiuti, diminuendo le emissioni nocive in atmosfera.
Biocarburanti che utilizzano olio ricavato da scarti alimentari sono già utilizzati sui 9.500 autobus del trasporto pubblico londinese ma questa è la prima volta che si utilizzano scarti del caffè, che vengono raccolti da bio-bean presso grandi catene commerciali e fabbriche, essiccati e poi processati per l’estrazione dell’olio. Insieme al partner Argent Energy, questo olio viene poi trasformato in miscela di biocarburante B20.
Sinora, sono stati prodotti 6 mila litri di olio di caffè che, se utilizzati come miscela pura per la componente bio del carburante e mescolato con diesel per formare il B20, potrebbe aiutare ad alimentare l’equivalente di un autobus di Londra per un anno. Secondo i dati della British Coffee Association, nel Regno Unito si consumano circa 55 milioni di caffè al giorno, che equivalgono a quasi 21 miliardi l’anno. “Abbiamo iniziato nel Regno Unito, ma immaginate cosa potremmo fare in un Paese come l’Italia, che consuma più di 39 miliardi di tazze di caffè all’anno. Ripensando l’approccio ai rifiuti in ottica di economia circolare, possiamo creare città più smart e un futuro migliore per tutti”, afferma il fondatore di bio-bean, Arthur Kay.

fonte: www.ilfattoalimentare.it

Sei eco, bio o pio? I consigli natalizi di Corepla

Ecco la lista di utili consigli forniti dal Consorzio Nazionale degli imballaggi in plastica per un Natale a basso impatto ambientale






























Perché ciò che resta sulle tavole delle feste o sotto l’albero di Natale può far bene all’ambiente.
I consigli di Corepla per un Natale a basso impatto ambientale:
1. Non riciclare solo i regali poco graditi! L’imballaggio in plastica che ha contenuto, protetto o trasportato il tuo regalo di Natale va messo nel contenitore per la raccolta differenziata separandolo da eventuali altri materiali presenti nella medesima confezione. Una attenta separazione e una corretta raccolta facilitano infatti il riciclo, permettendo ai tuoi rifiuti di trovare una nuova vita sotto forma di filati, tessuti tecnici, moquette, coperte e felpe in pile, imbottiture, tegole, pavimenti, grondaie. Perché la plastica è troppo preziosa per diventare un rifiuto!
2. Riusa con fantasia. Quando hai finito di scartare i regali, conserva le confezioni o gli imballaggi in plastica che non si sono rovinati: potresti utilizzarli per impacchettare i tuoi futuri doni; ti serviranno solo fiocchi, nastro adesivo e un pizzico di creatività.
3. Se li conosci, li differenzi. Ricorda che la raccolta differenziata della plastica riguarda solo gli imballaggi (tra cui bottiglie, vaschette, barattoli, flaconi, piatti e bicchieri, pellicole trasparenti e pellicole antiurto…). Invece i giocattoli, gli utensili da cucina, le posate, gli ombrelli, i tappetini e i sottovasi, gli scarponi da sci e le scarpe da ginnastica non sono imballaggi e dunque, anche se di plastica, vanno conferiti nell’indifferenziato o portati nel centro di raccolta se il Comune in cui risiedi ha organizzato un cassone per “le altre plastiche”. Verranno trasformati in nuova materia prima o in energia e calore.
4. Riutilizza, un Natale dopo l’altro. Se il tuo albero di Natale e gli addobbi per le feste sono in plastica, conservali! Non buttarli! Potranno essere riutilizzati per molti altri Natali senza alleggerire il tuo portafogli!
5. Paese che vai, raccolta che trovi. Se decidi di passare le feste in montagna e organizzi un’escursione, non abbandonare i tuoi rifiuti sui sentieri. Utilizza sempre gli appositi contenitori della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica. Se non li trovi, fai un piccolo sforzo, portali in paese e conferiscili correttamente informandoti sulle modalità della raccolta. Non tutti i Comuni infatti funzionano allo stesso modo!
6. Abbassa il volume. Cerca di svuotare meglio che puoi i tuoi imballaggi in plastica e, se possibile, schiacciali prima di metterli nel contenitore della raccolta differenziata.
7. Guardali bene, separali meglio. Infine ricordati che gli avanzi di cibo e gli shopper in bioplastica biodegradabili e compostabili vanno conferiti nella raccolta dell’umido. Si trasformeranno in ottimo compost!

fonte: www.ecodallecitta.it

mercoledì 13 dicembre 2017

GRAFENE: PUÒ PRODURRE ENERGIA PULITA INFINITA! IL NUOVO STUDIO RIVOLUZIONARIO
















Produrre energia pulita infinita grazie al grafene. Secondo un nuovo studio condotto dai fisici dell'Università dell'Arkansas una nuova proprietà del grafene potrebbe essere sfruttata per generare una quantità senza limiti di energia.
Una chimera inseguita da sempre ma che adesso sembra più vicina alla realtà. Il grafene è un materiale versatile, le cui proprietà sono state ampiamente esplorate per la produzione di energia. Tuttavia, mentre studiavano la capacità del grafene di oscillare, il fisico Paul Thibado e un gruppo di studenti hanno scoperto un comportamento precedentemente sconosciuto in cui il materiale si deforma e si attorciglia attraverso piccole fluttuazioni casuali. Aggiungendo due elettrodi su entrambi i lati di un sottile foglio di grafene, viene prodotta una piccola tensione che può essere aumentata attraverso la stratificazione di più fogli.
La ricerca di Paul Thibado ha dimostrato che il movimento di materiali bidimensionali potrebbe essere usato come fonte di energia pulita e senza limiti. Thibado e i suoi studenti hanno studiato i movimenti del grafene, che è composto da un singolo strato di carbonio. Dei generatori così pemsati potrebbero consentire a qualsiasi oggetto di inviare, ricevere, elaborare e archiviare informazioni, alimentate solo dal calore della temperatura dell'ambiente.

Per studiare il movimento del grafene, Thibado e i suoi studenti hanno posato dei fogli su una griglia di rame che fungeva da impalcatura. Poi hanno usato un microscopio a scansione per osservare i movimenti.
“Abbiamo separato ogni immagine in sotto-immagini” ha spiegato il prof. Thibado. “Ogni area di una singola immagine, se osservata nel tempo, ha prodotto uno schema più significativo”.
In questo modo essi sono riusciti a osservare sia il piccolo movimento browniano (cioè il moto disordinato delle particelle presenti nei fluidi) sia movimenti più grandi e coordinati. In questi ultimi, l'intera ondulazione si piegava muovendosi come farebbe un sottile pezzo di metallo che viene ripetutamente flesso.
Il modello di questo piccolo movimento casuale combinato con movimenti improvvisi più ampi può essere osservato in una varietà di contesti ma è la prima volta che viene osservato in un sistema inorganico di scala atomica. 
Il grafene e l'energia infinita
Secondo quanto scoperto dagli scienziati dell'Università dell'Arkansas, il grafene ha delle “increspature” naturali che invertono la loro curvatura mentre gli atomi vibrano in risposta alla temperatura dell'ambiente.
“Questa è la chiave per usare il movimento dei materiali 2D come fonte di energia”, ha detto Thibado. A differenza degli atomi in un liquido che si muovono in direzioni casuali, gli atomi connessi in un foglio di grafene si muovono insieme. Ciò significa che la loro energia può essere raccolta utilizzando la nanotecnologia esistente.
Thibado ha mosso i primi passi verso la creazione di un dispositivo in grado di trasformare questa energia in elettricità e ha ricevuto un brevetto provvisorio per questa invenzione, chiamata Vibration Energy Harvester, o VEH.


fonte: www.greenme.it

Aldo Savarese - Presidente della Rete per il packaging sostenibile 100% Campania





AICA - Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale

Legge europea 2017, spiacevoli sorprese per rinnovabili e efficienza












Approvata definitivamente dalla Camera lo scorso 8 novembre, la legge europea 2017 (legge 20 novembre 2017, n. 167) contiene due articoli che riguardano il settore energetico.
Il primo è l'articolo 19, che modifica la disciplina delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia elettrica. Non si tratta di cambiamenti di poco conto: secondo stime autorevoli, per finanziare gli sconti sul prezzo del kWh alle industrie energivore, l'onere sulle bollette degli altri consumatori passerà dagli attuali 626 milioni a circa 1,5 miliardi di euro. Eppure un incremento dei sussidi di queste dimensioni viene deciso senza prevedere in parallelo un percorso, graduato nel tempo, di efficientamento energetico dei processi produttivi delle imprese beneficiarie, basato sulle "best available technologies", al cui rispetto siano condizionate le agevolazioni, che, oltre tutto, grazie ai risparmi di energia in tal modo conseguibili, peserebbero complessivamente meno sulle bollette degli altri consumatori.
Viceversa, per mitigare l'impatto su costoro, lo stesso articolo 19 alloca automaticamente alla riduzione delle tariffe elettriche almeno il 50% delle risorse derivanti dai cali per gli anni 2017-2019 della componente tariffaria A3, destinata agli incentivi per le rinnovabili elettriche. Decisione molto grave, oltre tutto presa mentre negli stessi giorni in cui è uscita la nuova SEN, che prevede da qui al 2030 una crescita consistente della produzione elettrica con fonti rinnovabili. Decisione resa ancora più grave da quell'"almeno", che consente distrazioni di risorse al di là del 50%.

In un solo articolo la legge europea 2017 riesce quindi a conseguire due ordini di risultati negativi: si rinuncia a migliorare l'efficienza energetica in settori energy-intensive e si riducono le misure a favore delle rinnovabili. Complimenti vivissimi (a chi l'ha concepito e a chi l'ha approvato).
Il successivo articolo 20 della medesima legge rivede la disciplina sulle aste per incentivare le rinnovabili, adeguandola alle linee guida dell'Unione europea relativamente agli aiuti di Stato in campo energetico e ambientale. In primo luogo, con l'eccezione dell’eolico, dove la soglia oltre la quale gli incentivi vanno assegnati tramite asta resta a 5 MW, questa viene abbassata a 1 MW.
Inoltre, le aste possono essere indette sulla base dei seguenti criteri:
a) diversificate per fonte e per scaglioni di potenza, al fine di favorire la riduzione dei costi;
b) con i contingenti di potenza riferiti a più tecnologie. 
Il criterio b), che rappresenta la modifica più innovativa rispetto al precedente Dlgs 28/2011, consente quindi di indire gare tecnologicamente neutre: di fatto, nella situazione italiana, la partecipazione di impianti fotovoltaici ed eolici alla medesima asta.
Se operativamente dovesse prevalere la scelta del criterio b), ipotesi non campata per aria, dato che si tratta dello strumento previsto dalla SEN per il periodo successivo al 2020, ne sarebbero danneggiate tutte le tecnologie. In questa fase, caratterizzata dall'avvicinamento progressivo alla market parity di eolico e fotovoltaico, le aste mono-tecnologiche offrono infatti una visione di medio periodo sui contingenti per le singole fonti, consentendo la programmazione degli investimenti, necessaria per dare continuità alla riduzione dei costi, come per altro viene riconosciuto dalla stessa legge a proposito del criterio a).  
Inoltre, che senso avrebbero aste che, dovendo includere l'eolico, necessariamente sarebbero da 5 MW in su, mentre nel contesto territoriale italiano è difficile immaginare installazioni fotovoltaiche di potenza superiore a 5 MW? Gli unici casi in cui questa circostanza potrebbe verificarsi, riguardano prevalentemente la copertura di discariche e di siti industriali dismessi. 
Insomma, un doppio non senso, cui potrà porre rimedio soltanto un'adeguata dose di buon senso nell’applicazione dell'articolo 20 della legge europea 2017.

G.B. Zorzoli, Presidente del Coordinamente Free (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica)

Riferimenti

Legge 20 novembre 2017, n. 167 Legge europea 2017 - Stralcio - Disposizioni in materia di tutela delle acque, emissioni inceneritori rifiuti, energie rinnovabili, sanzioni per violazione regolamento "Clp" su classificazione sostanze e miscele
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Dlgs 3 marzo 2011, n. 28 - Attuazione della direttiva 2009/28/Ce sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


fonte: www.nextville.it

martedì 12 dicembre 2017

Riciclo plastiche miste: intervista a Roberto Sancinelli, presidente Montello | Video

A margine del convegno “Ecoforum Lombardia – dai rifiuti alle risorse” organizzato da Legambiente Lombardia, Eco dalle Città ha intervistato il presidente della Montello SpA sulle plastiche miste: “Dobbiamo imparare a trattare questi rifiuti a livello industriale"




















“Le plastiche eterogenee sono difficili da trattare perché necessitano di impianti altamente tecnologici e investimenti importanti”. È quanto spiega ad Eco dalle Città, Roberto Sancinelli, presidente Montello SpA, un impianto specializzato nella lavorazione delle plastiche miste. Nell’impianto in provincia di Bergamo, vengono trattati “volumi importanti” di questa frazione “difficile” da riciclare: “Delle 200 mila tonnellate di plastiche derivanti da raccolta differenziata che entrano ogni anno nel nostro impianto - ha aggiunto Sancinelli - il 75% viene trasformato in prodotto e l’altro 25%, che non può essere riciclato, diventa combustibile solido secondario per i cementifici”. Ma cosa si può fare per aumentare il riciclo? “Realizzare impianti come quelli della Montello. Dobbiamo imparare - ha concluso Sancinelli - a trattare questi rifiuti a livello industriale”. 
Nel video la versione integrale dell'intervista






fonte: www.ecodallecitta.it